Kleine Zeitung: Kochbuch-Rezension

Geschrieben von Franz Hlavac. Geposted in Friaul-Tagebuch, Über uns geschrieben

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Schon beim Anblick der Fotos läuft einem das Wasser im Mund zusammen. Und beim Lesen der Rezepte würde man sich am liebsten gleich an den Herd stellen. Gisela Hopfmüller, ehemalige ORF-Moderatorin und gebürtige Klagenfurterin, und ihr Mann Franz Hlavac haben seit einigen Jahren im Friaul eine neue Heimat gefunden und dort nicht nur Land und Leute, sondern auch die Küche lieben gelernt. Die besten Rezepte, einerseits selbst ausprobiert, andererseits in friulanischer Gastronomie erspäht und aufgezeichnet, stellen sie jetzt in ihrem dritten Friaul-Buch vor. So bunt wie der Inhalt ist das Cover von „Unsere Friaul Rezepte“, erschienen im Pichler-Verlag. „Wir sind keine Profis in der Küche, deshalb war es uns auch wichtig, Rezepte zu sammeln, die einfach nachzukochen sind“, betont das Paar im Vorwort. Das ist eine der Stärken dieses Kochbuches, dessen Angebote nach Jahreszeiten gegliedert sind. Die Tagliatelle mit Spargelragout kann man im Frühling in der eigenen Küche ebenso unkompliziert zaubern wie ein Pfirsichrisotto im Sommer, einen Bohneneintopf im Herbst oder einen Nusskuchen im Advent. Lediglich beim einen oder anderen Rezept bedarf es einiger Vorbereitung, was die Beschaffung der Zutaten – etwa verschiedene Fischarten oder Kaninchen – angeht. Aber es gibt genügend Alternativen. Das Buch umfasst mehr als 200 Seiten. ULRIKE GREINER

„Cantina aperta“ im Weingut Komjanc

Geschrieben von Gisela & Franz. Geposted in Aktuelles, Friaul-Tagebuch, Über uns geschrieben

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Vom Vormittag bis in den Abend reisst der Ansturm der Besucher im Weingut Komjanc in Giasbana / San Floriano del Collio nicht ab, vor allem Besucher aus der Gegend, aus Slowenien und Österreich. Roberto Komjanc, seine Frau Raffaella und deren Sohn Mosè, Vater Alessio Komjanc und Robertos drei Brüder Patrik, Ivan und Benjamino mit Ehefrau Erica und den Töchtern Micol und Alessia arbeiten den ganzen Tag mit Energie daran, die vielen Besuchern zu umsorgen. Nicht nur mit den wunderbaren Weinen, auch mit Schinken und Käse. Alessio präsentiert ausserdem sein feines Olivenöl. Und Ennio Furlan, Freund der Familie, Koch und Kräuter-Experte, ergänzt die Genüsse mit seinen köstlichen Aufstrichen.

Wir betreuen die Besucher, die sich die Ausstellung über Franz’ Grossvater Karl Brosch ansehen wollen, und präsentieren auch unsere Friaul-Bücher. Der kleine Mosè macht ausgezeichnete Führungen sowohl in der Ausstellung als auch im Weinkeller.

Im Laufe des Tages lernen wir Roberto Komjanc’ Berater in Sachen Wein, den bekannten Önologen Gianni Menotti kennen, ebenso kommt ein Fernsehteam vom Sender „LiveFVG“ und interessiert sich für die Arbeit der Komjanc, aber auch für die Ausstellung zum Ersten Weltkrieg. Ein kleines Interview mit Franz über seinen Grossvater wird gemacht.

Da wir in diesen Tagen ja unsere Winzerfreunde Manfred und Monika Ladentrog aus Retz in Niederösterreich bei uns zu Besuch haben, erkunden auch diese beiden die Komjanc’schen Produkte. Überdies kommen andere niederösterreichische Freunde vorbei und genießen die Gastfreundschaft: Walter und Marianne Trunk aus dem Haugsdorf sowie Christa und Peter Henke aus Scheibbs.

Der abwechslungsreiche, schöne Tag klingt aus mit einem familiären Abendessen.

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Il Piccolo vom 26.5.2014

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Nachlese zur Austellung Karl Brosch

Geschrieben von Franz Hlavac. Geposted in Aktuelles, Friaul-Tagebuch, Presse, Über uns geschrieben

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La guerra nel “nostro Friuli” del soldato Karl

Karl Brosch era un soldato dell’esercito absburgico, inquadrato nell’84.mo reggimento della riserva, di stanza a Vienna. Nell’agosto del 1914, poco dopo lo scoppio della prima guerra mondiale, era stato richiamato alle armi e inviato al fronte, con l’incarico di telefonista. Vi rimarrà per quattro anni e tre mesi, l’ultimo sul fronte italiano, fino al giorno dell’armistizio, e poi per un altro anno ancora come prigioniero di guerra in Italia. Con il senno di poi lo si dovrebbe considerare un fortunato. Lui almeno, anche se ferito due volte in combattimento, era sopravvissuto all’immane carneficina, pur avendovi preso parte fin dall’inizio. Milioni di altri soldati come lui non ce l’avevano fatta.

In un certo senso possiamo considerarci fortunati anche noi. Se Karl Brosch non fosse riuscito a portare a casa la pelle non si sarebbe sposato, non avrebbe avuto figli e noi non avremmo conosciuto il nipote Franz Hlavac, che ce ne ha potuto raccontare la storia. Hlavac è un noto giornalista in pensione dell’Orf, la tv pubblica austriaca, e, come abbiamo riferito altre volte in questo blog, si è innamorato del Friuli, tanto da aver scelto di viverci per gran parte dell’anno assieme alla moglie Gisela Hopfmüller, anche lei giornalista a riposo dell’Orf, in una casa a nord-est, acquistata una dozzina di anni fa a Varmo.

Ma, come ci aveva spiegato qualche tempo fa la moglie Gisela, siccome chi è giornalista lo è per tutta la vita, come il prete, i coniugi Hlavac hanno continuato a scrivere anche da pensionati, raccontando ai loro compatrioti il “nostro Friuli” (loro lo hanno chiamato affettuosamente così. “Unser Friaul”) in ben due libri. Il primo è andato presto esaurito e, nel darne alle stampe la seconda edizione proprio nell’anno in cui l’Austria ricorda il centenario dello scoppio della grande guerra, Franz Hlavac ha voluto aggiungervi un capitolo dedicato al nonno, che nel 1918 si era trovato a combattere proprio sul nostro fronte e che dopo la disfatta di Caporetto aveva attraversato il Friuli con il suo reggimento.

Non è un racconto di guerra, ma un racconto di ricordi, di emozioni, di cartoline inviate dal fronte, di sofferenza e di speranza di poter tornare a casa. Per scrivere quel capitolo Hlavac ha potuto attingere ai documenti conservati in famiglia, agli scritti del nonno, alle foto. Tutto quel materiale – i documenti originali e le foto in gigantografia – lo possiamo rivedere anche noi in una mostra che per l’occasione è stata allestita all’azienda agricola di Roberto Komjanc, a Giasbana di San Floriano del Collio (Gorizia).

L’idea di mettere a disposizione del pubblico quel materiale era venuta nel corso di una visita a Vienna dei Komjanc, di Roberto e della moglie Raffaella, amici dei coniugi Hlavac. Per la realizzazione è stato chiesto l’aiuto dell’associazione culturale “Isonzo” di Gorizia, che ha dato un contributo scientifico e ha messo a disposizione ulteriori cimeli della grande guerra, a integrazione del materiale fornito da Franz Hlavac.

La mostra è stata inaugurata la mattina del 1. maggio, alla presenza di un piccolo pubblico di amici e di appassionati di storia giunti da tutta la regione e dall’Austria. Il contesto storico della prima guerra mondiale in cui s’era trovato il telefonista Karl Brosch è stato illustrato dal presidente dell’associazione “Isonzo” Bruno Pascoli e dal ricercatore Pierpaolo Cocianni.

Nell’occasione ha preso la parola anche Franz Hlavac, per ricordare la figura del nonno. “Quando nel 1956 – ha detto con un nodo alla gola che quasi gli impediva di parlare – venni in vacanza per la prima volta in Italia con i miei genitori, il nonno era amareggiato, perché andavamo nel Paese che aveva combattuto contro l’Austria e lo aveva tenuto prigioniero. Non poteva immaginare come nel tempo sarebbero cambiate le cose e oggi avrebbe cambiato opinione”.

La piccola cerimonia si è chiusa con un momento musicale offerto dalla soprano Daniela Donaggio e dal violinista Giovanni Di Lena, che hanno eseguito l’inno imperiale absburgico “Serbi Dio l’austriaco regno” in lingua tedesca e nella versione italiana.

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Le divise austroungariche del ’14-’18

30 aprile 2014 — pagina 42

All’azienda vitivinicola di Alessio Komjanc di Giasbana giovedì alle 10.30 avrà luogo l’inaugurazione dell’interessante mostra storica di cimeli e cartoline d’epoca, divise dei due eserciti italiano e austroungarico. Interverrà anche la coppia di giornalisti austriaci Francz Hlavac e Gisela Hopfmüller stretti amici di Roberto e Raffaella Komjanc, e autori di due libri sul Friuli. I due volumi, in cui vengono brillantemente descritte le bellezze della nostra terra stanno incontrando un entusiastico consenso di lettori sia austriaci che della vicina Baviera. È appena uscita la nuova edizione di “Unser Friual” “Il nostro Friuli” in cui viene dedicato un capitolo a nonno di Franz, Karl Brosch, che ha combattuto prima sul fronte russo e poi in quello di Caporetto e in quello del Piave, unitamente arricchito da altrettanta oggettistica militare. È grazie al suo archivio, portato direttamente da Vienna da Franz, che la mostra stessa acquista un ulteriore valore storico e documentaristico. I due giornalisti sono molto conosciuti al pubblico austriaco per essere stati, per tanti anni, nel primo e il più diffuso canale televisivo, apprezzati conduttori e moderatori di importanti trasmissioni di carattere politico-economico. La mostra si svolge con la collaborazione dell’associazione Isonzo-gruppo di ricerca storica guidata dal presidente Bruno Pascoli. Una esposizione, aperta a tutti, che sicuramente richiamerà un’ampia presenza di pubblico.

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